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Alleanza Pd-Udc balneare

Un buon esperimento, non c'è che dire. Ma lasciamolo per quello che è, un esperimento; e intanto sperimentiamo tanto. Considerare per certa l'alleanza Pd-Udc è una cosa assolutamente fuori dalla realtà. Chi nel mio partito è volato al settimo cielo per il sapore moderato e centrista delle elezioni in Trentino, scenda e cammini con i piedi di piombo, in poche parole consideri le tanti varianti che la realtà, almeno per oggi, ci offre in tutta la sua manifesta chiarezza. L'Udc è un partito libero dalla destra berlusconiana, che però si pone ancora nel centrodestra, tant'è vero che è e rimarrà parte integrante di tante amministrazioni a noi avverse; un caso classico è Bologna, dove Pd e Udc sono naturalmente antagonisti, sia per la presenza di Guazzaloca, sia per un Pd fortemente di sinistra. Le parole di Casini sulle "mani libere" parlano chiaro.

E non finisce qui. Casini dice che loro ci saranno, se il Pd farà scelte intelligenti. Quali non è dato sapere. Ma se tanto mi dà tanto, ci ha pensato Tabacci a spiegarci la loro aspettativa nei nostri confronti, una cosa che sa di beffardo e umiliante: scegliete il modello tedesco e fateci sopravvivere, vi rubiamo i vostri pezzi moderati per la costruzione del grande centro (il nostro usa i termini "white" e "red" per il Pd), e poi possiamo anche fare l'alleanza. Un affare, non c'è che dire... così si dilania anche l'ultimo residuo ulivista, anzi si dilania proprio il Pd. Non so Rutelli, non so Letta, non so Fioroni, cosa vorranno rispondere a questa prospettiva, anche se credo che l'idea di passare armi e bagagli nell'Udc non sia per loro così traumatica. Lasciamo perdere questa politica, e per favore, concentratevi sui programmi, se ne siete capaci, e non sulle formule politiche. Altrimenti a casa, avete già dato abbastanza in termini di pasticci.

Pubblicato il 11/11/2008 alle 22.56 nella rubrica Partito Democratico.

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