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Innoxius
13 dicembre 2007
Blogdem!

Tempo fa, in seguito alla situazione creatasi su Kilombo, avevo scritto che era necessaria la costruzione di un aggregator dei blog dei riformisti di centrosinistra, rivolgendo un appello a Veltroni. Con grande piacere annuncio che una piattaforma c'è e pure chi l'ha realizzata, non è Veltroni ma è pur sempre uno che pensa, pure meglio di Uòlter. Signori, ecco a voi i Blogdem!!!

P.S. E c'è pure il ramoscello a colori, alla facciaccia dell'amico Kalash che vorrebbe l'Ulivo morto e sepolto! ;-)




permalink | inviato da Innoxius il 13/12/2007 alle 13:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
4 novembre 2007
Strani concetti di sinistra

Mi si propone un piccolo test per vedere se sono di sinistra o no, con la seguente argomentazione: ogni no a queste domande ti allontana dal concetto di sinistra; ogni si, invece, ti allontana dal Pd. Lo faccio, convinto più da Gian Piero che dal propugnatore. Risultato secondo il propugnatore? Sei un cattolico di centro che guarda a sinistra, non sei di sinistra. Troppo onore, Elfobruno, per scomodare perfino una frase di De Gasperi sulla Dc! (wow, sarà contento Follini, visto che pare io sia in linea con la sua idea di Pd!). Ma perché sono di centro e non di sinistra? Sulle questioni etiche, ovviamente, perché il sottoscritto è pronto a sostenere l'estensione del matrimonio alle coppie omosessuali ma non è disposto ad invischiare la famiglia in un doppione dannoso (vedi Pacs); perché il piddino Innoxius è disposto sul divorzio breve ma solo per le coppie senza figli, perché pensa che sia di sinistra pensare prima di tutto al bene dei figli, quando essi ci sono, e aspettare un po' di più per il loro bene, perché non subiscano eccessivi traumi, piuttosto che pensare subito al proprio ego, al fatto che meglio lasciarsi subito con lo/a sposo/a e lasciare i pargoli al loro destino. Innoxius, infatti, pensa che sia di sinistra credere a un vero valore dell'amore, alla sua stabilità se possibile piuttosto che al "oggi con uno, ma tutto può succedere". Famiglia del Mulino Bianco? Può darsi, ma solo così va avanti degnamente una società. E poi guarda un po', sono favorevole alla revisione del concordato, ma questo ovviamente scivola via, perché la tesi da dimostrare è che non sono di sinistra. In economia, potreste rivolgere la memoria al duello tra Francesco Giavazzi e Alfonso Gianni. Mi si chiede se sia favorevole ad un aumento considerevole della spesa da far gravare sui ceti economicamente più agiati per una redistribuzione dei servizi a favore di tutta la società. Rispondo di no, «niente aumento della spesa. Gravare i conti pubblici significa ritornare a prima della Finanziaria 2006, con parametri di deficit/Pil alle stelle. Occorre puntare a tagliare gli sprechi e lotta all'evasione; così i conti rimangono sani e ci sono i soldi per i servizi». Innoxius infatti pensa che sia di sinistra mantenere i conti a posto, perché ogni debito dello Stato è un aggravio per il cittadino. Sul precariato, Innoxius è d'accordo sulla necessità di ammortizzatori sociali, ma è anche convinto che sia di sinistra pensare che oggi ci siano troppi "furbacchioni" che usufruiscono continuamente dell'assegno di disoccupazione e vanno a lavorare quando gli pare, mentre ci sono persone che vanno a lavorare anche quando hanno la febbre. Sulle politiche con gli immigrati, Innoxius rifiuta il multiculturalismo per l'interculturalismo, perché pensa che sia di sinistra non solo cercare di far convivere culture diverse, ma anche di farle dialogare perché superino le reciproche diffidenze. Innoxius pensa che sia di sinistra non depenalizzare le canne, perché il sabato ci si può divertire anche senza. Innoxius pensa che non sia di sinistra vomitare odio, perché l'odio genera guerra, e la guerra non è di sinistra. Innoxius pensa di pensare qualcosa di sinistra, pensa che la sinistra non sia solo atea e statalista. Ci sono vari concetti di sinistra. Innoxius pensa che sia giusto che tutte sopravvivano in Kilombo, non c'è motivo perché l'una sia più sinistra dell'altra, se pensano (a loro modo, s'intende) al bene comune.




permalink | inviato da Innoxius il 4/11/2007 alle 6:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (39) | Versione per la stampa
1 novembre 2007
Kilombo, confusi e felici

E' da tempo che Kilombo vive una tormentata vicenda. Per dirla con una metafora che usavano gli antichi Romani a proposito della res publica, la nave di Kilombo è sballottata tra le onde di un mare in tempesta. Ciò che avvenne alla Stato romano lo sappiamo tutti, si passò ben presto dalla repubblica, che pur con i suoi difetti manteneva tuttavia una sua virtus negli antichi mores, a un principato dove gli elementi caratterizzanti erano il dio imperatore e una società disgregata; il Senato, che formalmente ancora c'era, nei fatti non contava più un cazzo e il cambio dell'imperatore era ormai deciso dalla forza delle armi dei militari invece che dagli antichi comizi repubblicani. Ecco, mi pare che Kilombo viva una situazione simile, di transizione tra la repubblica e il principato: la redazione c'è ma è un posto vuoto (letteralmente, vista l'abbondanza di dimissioni!) che ormai è più formale che altro, la base dei bloggers (almeno tra quelli che si interessano un minimo o quelli, passatemi il termine, più politicizzati) è in rotta (come se non bastasse anche la distinzione tra più sinistre), manca soltanto l'imperatore-dio ma il tintinnio del ferro dell'antico gladius già si sente affilato. Infatti l'ombra delle spade non ha aspettato a sostituire gli antichi mores, ovvero gli articoli della Carta. Semmai poi, e mi pare che sia questo il punto essenziale, è da vedere se quella carta repubblicana sia davvero una garanzia di unità nelle diversità, ma è chiaro di no, se, invece di seguirla alla lettera, si continua ad andare ad intepretazioni, a volte strumentali e assurde. La cosa da fare è una, cioè ridare la parola alla base, non riscrivendo la carta, ma chiarendone una volta per tutte i punti che portano a continui equivoci. Ad esempio quante e quali siano le sinistre che Kilombo vuole rappresentare, se la base di valutazione di un post si debba attuare in merito alla collocazione politica e partitica del blogger, della, passatemi il termine, sinistrosità del post, oppure di entrambe le cose. Su queste cose, infatti, si sentono più le intepretazioni personali, per lo più strillate che giustificate pacatamente, che la inequivocabile voce della carta kilombista. Insomma, la parola d'ordine è quella ciceroniana, concordia ordinum. In questo non c'è nessuno Slow che possa risolvere il nodo, che mi pare più il doppione di Kilombo (a cui non sono contrario e a cui ovviamente, dato il risultato delle votazioni, bisogna dare continuità). Nel caso ultimo, non vedo eresie nella valutazione che ha fatto Valerio Pieroni della questione "Giornalettismo", come non vedo eresie in quelli che sostengono il contrario (per i contenuti sul merito della questione ovviamente, non per quelli che trasudano insofferenza per le idee di Valerio); piuttosto, è la contraddizione della carta a giustificare entrambe le posizioni, giacché si parla di alcuni valori che il post su Giornalettismo non ha violato, ma anche della collocazione nella sinistra parlamentare ed extraparlamentare dei membri di Kilombo, che la posizione di un membro della redazione di Giornalettismo vìola, data la convinta appartenenza alla destra. Perché tutto si può dire della sinistra extraparlamentare, tranne che comprenda anche la destra. Ma il succo che ne ricavo da tutto questo discorrere (e scusate se sono stato prolisso) che questa situazione di instabilità e confusione sta bene ai kilombisti, perché così gli argomenti di discussione non mancano mai e i vuoti di qualche giorno sono colmati con argomenti che richiamano parecchie visite. Altrimenti, questa è la mia convinzione, si sarebbe già tutto risolto.




permalink | inviato da Innoxius il 1/11/2007 alle 21:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (60) | Versione per la stampa
25 ottobre 2007
Kilombo Slow: se ne può parlare

Mi sono riservato, nel breve tempo che ho avuto a disposizione in questi tre giorni, di leggere con attenzione i pro (molti) e i contro (di Valerio e di Korvo Rosso in primis) alla proposta di Kilombo Slow e di una futura ed ipotetica associazione di Kilombo. Il mio pronunciamento al momento è una non adesione costruttiva, nel senso che giudico positivo il documento presentato da alcuni bloggers, ma, da quanto ho letto (problemi alla redazione, ecc...) e dalle mie impressioni personali, manca la necessaria chiarezza sui dettagli, e forse, anche sugli obiettivi concreti, al di là delle pur apprezzabili parole. Non so voi, ma io una cambiale in bianco non la firmo.

Apprezzo perché, se ho creduto nell'Ulivo come spazio di contaminazione politica e culturale tra diversi, avrò la necessaria utopia di credere anche in un avanzamento del progetto Kilombo. Oltretutto, se Slow si basa sulla votazione al testo approvato, il fatto che la piattaforma kilombista non soltanto accolga passivamente i metapost ma svolga un ruolo attivo nella proposta di discussione del (spero) più meritevole, più intrigante o interessante, è certamente un fatto positivo. Certo, rimane il fatto che la partecipazione alla discussione rimane sempre legato alla volontà degli utenti di discutere, ma almeno la piattaforma avrà fatto il suo passo. Se ci si ferma a questo, bene. Nel caso di un'associazione o di un progetto più particolare, io consiglierei di camminare con i piedi di piombo. Punto primo: va bene la frase di Nenni, ma la ferita sul voto di espulsione di Valerio e il fatto che ci siano stati (e forse ci sono, anzi, ci sono) bloggers che cercano di misurare con il centimetro la collocazione politica, partitica e ideologica, fa si che ci sia un nodo non sciolto (ossia quello del cosa indichi realmente "metablog delle sinistre"). Io stesso, nel momento in cui ho parlato di una sinistra cattolica, sono stato preso a pesci in faccia. Eppure, chi allora mi criticò forse ha dimenticato il ruolo, non dico degli ulivisti cattolici della Margherita (alla Franco Monaco, non dico Binetti), ma dei cristiano-sociali dei Ds, oppure che siano esistiti i comunisti cattolici di Franco Rodano. Perché dovrei dirmi sicuro che a distanza di un mese la gente abbia capito il fatto che con il metro in tasca non si costruisce nulla? Punto secondo: un'associazione, per non essere immobile, dovrà pur prendere posizioni delle volte. Ora, come faremo a conciliare le anime delle varie sinistre? Con una votazione a maggioranza? Si, si potrebbe, ma a quel punto verrebbe meno il discorso del confronto libero e franco, perché sarebbe facile con una votazione far tacere i dissensi. Cosa che val bene in un partito, non in un'associazione che si prefigge lo scopo per cui tutte, ma proprio tutte le opinioni abbiano uguale valenza, indipendentemente dal numero di bloggers che aderiscono a un'idea piuttosto che a un'altra. Insomma, il punto che voglio sapere è: l'intenzione è di costruire un simil-Pd o un contenitore attivo di idee diverse?




permalink | inviato da Innoxius il 25/10/2007 alle 17:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
10 settembre 2007
Kilombo: conservatore o progressista?

Visto che con alcuni utenti la polemica infuria, visto che sembro non far parte a pieno titolo di una cultura progressista, vi do gli elementi perchè giudichiate se il sottoscritto è progressista o conservatore. Io non ho dubbi: ho scelto il centrosinistra, l'Ulivo, ben sapendo che esso è il campo progressista per definizione. E l'ho scelto ben sapendo che la politica non si riduce solo alle questioni etiche, ma anche all'economia, alla politica estera. ecc... in cui io mi sento di avere posizioni progressiste. Ma siccome per le questioni etiche ho un profilo più tradizionale (ma non per questo sono chiuso nel mio ovile) alcuni mi collocano come conservatore, voglio dimostrare nei fatti quanto sia conservatore e quanto progressista. A partire da questo post, su cui vi invito a leggervi i commenti e chi ha scritto quei commenti:

Non accetto lezioni da Pezzotta e Teodem

Ora, per dovere di chiarezza e non per fare vittimismo gratuito, dico che mi sono stufato di essere tirato per la giacchetta: se scrivo post come quello sopra, rappresento la parte progressista della Margherita, se poi nel mio ragionamento esplico che l'omosessualità, pur essendo naturale ed esistente, va però contro un aspetto della natura, la procreazione, e che da un atto omosessuale non si possono fare figli, divento peggio della Binetti. La cultura da cui provengo, quella cattolica, mi insegna cose specifiche, anche sull'omosessualità, ma non mi preclude la possibilità di trovare in politica dei compromessi, e non solo al ribasso. Ho sostenuto i Dico, che sono già un compromesso. Ho espresso dubbi sul matrimonio omosessuale in questo post, e nei commenti (ben 351!) ho dialogato con tanti utenti. La maggior parte sono stati carinissimi e li ringrazio ancora. Uno di loro, invece, Elfo Bruno, ha puntato i piedi fin da subito e la storia dura ormai da un mese ed oltre. Alla fine dei commenti di questo post e di altri, grazie al dialogo sereno e franco, ho sciolto il mio dubbio: sono favorevole all'estensione del matrimonio, secondo me molto meglio della creazione di un altro istituto familiare (tipo Pacs o Dico). Elfo invece continua a perseguitarmi ancora con Sodoma e Gomorra. Ora, io sono liberissimo di pensare anche che l'omosessualità sia immorale, come mi insegna Madre Chiesa (ma questo non significa che l'abbia in odio), però, come si evince dai fatti, ciò non mi esclude la possibilità di dialogo, di solidarietà e anche di punti d'incontro o compromessi. Il punto sta qui ed è quello che Elfo Bruno non ha capito: che la mia cultura mi porti a una idea, non è detto che essa mi precluda la possibilità di offrire alle persone solidarietà. E ciò, a mio parere, sarebbe valso anche nel caso in cui sarei stato ancora contrario al matrimonio omosessuale. Solidarietà non significa dire sempre si a tutto, solidarietà significa avere cura e rispetto delle persone e delle loro idee. Ci può essere solidarietà anche tra nemici, ed è questo che ancora non si capisce. Io non incito all'odio, e dico: se qualcuno porta violenza a un suo fratello, anche se si professa cristiano, in realtà non è cristiano. Perché cristiano non è solo colui che crede in Dio, ma colui che, anche non credendo, opera del bene. Spero che sia un po' più chiaro il tutto e spero che non debba ancora giustificarmi.




permalink | inviato da Innoxius il 10/9/2007 alle 12:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (35) | Versione per la stampa
8 settembre 2007
Questione Kilombo: va pensiero sull'ali dorate!

Oggi tocca a Valerio Pieroni, prossimamente tenteranno di tagliare la testa al sottoscritto. Tutto questo in casa Kilombo, il meta-blog delle sinistre. Si, ma quali sinistre? E' questo il punto. C'è chi sentenzia che i cattolici, solo perché cattolici seguaci del 'pastore tedesco' (a loro dire), non fanno parte della sinistra. C'è chi addirittura si diverte a misurare al minimo centimetro dove finisca la sinistra e dove inizi il centro: Di Pietro no, Mastella no, però alcuni di Di Pietro si... e io, caro geometra, io che sono un ulivista prodiano, uno alla Franco Monaco, sono di sinistra o sono centrista? Finora mi ero illuso di essere di centrosinistra (senza trattini), militante di un partito che fa parte della coalizione di centrosinistra, ma sai, il mondo cambia, e ti ritrovi ad essere binettiano e di destra tutto a un tratto.... Ma insomma, scrivetelo sulla carta prima, almeno uno si regola! Se ci fosse scritto 'vietato l'ingresso ai margheritini', beh, uno saprebbe e... arrivederci e grazie! Se ci fosse scritto meta-blog delle sinistre laiche, uno capirebbe (perché c'è anche una sinistra democristiana, sapete?) E per favore, scriveteci pure che insultare i cattolici va bene, che vanno bene pure i banner 'Bagnasco vergogna', tanto quelli mica incitano alla violenza! Mica è irrispettoso per chi crede in qualcosa, pure se è 'zozzeria' e 'spazzatura', come ebbe di definire qualcuno la religione cattolica. Ma sapete una cosa? Magari le parole fossero numeri! Perché i numeri non si interpretano, sapete, invece un insulto si può interpretare. Se uno dice che da una relazione omosessuale non si può procreare è un insulto, se uno mi spara in faccia che i cattolici sono la 'vergogna d'Italia', nell'ambito dell'intepretazione odierna ne devo prendere atto, volente o nolente, che qualcuno dice che non è insulto e io mi devo chinare a questa sentenza. Se uno mi prende per il culo sul suo blog, e i suoi amici giù a chiamarmi 'omuncolo', è legittimo per Kilombo: sono cattolico! Ci manca soltanto che inventino i campi di concentramento virtuali: tu, cattolico margheritino binettiano, non puoi parlare, senza blog per un mese, per un anno! Già, devo imparare il termine libertà da chi la libertà la sa ben predicare, ma nei fatti dimostra di non saperla manifestare. Mi devo stupire? La questione morale è sbandierata da sinistra, dai paladini del moralmente integerrimi e intellettualmente superiori; e guarda che scherzo del destino! Quando la si vuole, la morale c'è, quando parla il cattolico, la morale non deve esistere mai. Ma sapete che c'è? Che io me ne fotto, e continuo a straparlare. Saluti.




permalink | inviato da Innoxius il 8/9/2007 alle 0:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (50) | Versione per la stampa
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