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Innoxius
8 giugno 2007
***



Ferma il tuo tempo, ascolta:
il fruscio leggero dell’acqua sullo scafo,
le ondine impercettibilmente
ti sussurrano parole spumeggiate
con occhietti densamente azzurro mare,
poche gocce di sale sulla tua pelle
affrontano il sole del meriggio,
ti seguono in un lungo viaggio,
poche gocce sui nostri corpi
languidamente teneri
e delicatamente sferzati
dal brusio del vento, contento
io sono protetto nel tuo abbraccio
che mai seta potrebbe emulare,
e le nuvole parlano di te sirenetta.
Poi tramonto: l’ardore dei colori
variegamente intrecciati, un sogno,
dietro l’ombra della spiaggia già ci saluta.
Fermati e ascolta:
cavalchiamo verso l’infinito.




permalink | inviato da Innoxius il 8/6/2007 alle 15:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
18 maggio 2007
A don Giulio

In questi giorni, precisamente il 19 maggio, Monsignor Giulio Salmi avrebbe compiuto 87 anni. Purtroppo non è più qui. Ne conservo un ricordo positivo, grato per ciò che ha fatto per me e la mia famiglia. Non l'ho mai sentito parlare perché lo conobbi quando già aveva subito l'ictus, ma sono sicuro che avrebbe detto che il merito era da attribuirsi a Dio, lui non c'entrava nulla, era solo un umile strumento e servo della Sua potenza. Ricordo la camera ardente, eppure mi colpì non che fosse morto, ma che sul suo volto c'era la gioia di ritornare all'eternità del tempo. Ti dedico questa poesia, don Giulio, come fosse un'altrettanta umile preghiera di ringraziamento. 

Eppure splendeva
quel blocco di marmo
quel monolito informe
senza sorriso!
Eppure splendeva
e quasi sembrava soltanto
un velo ceruleo accartocciato
delicatamente posato
sotto una luce intensa
coperta ai nostri occhi.
Eppure parlava
di ricordi lontani
di speranze vicine
di problemi infiniti.
Eppure lacrimava
quanto non avesse pianto
o gioito mai per il Padre.
Eppure splendeva. 




permalink | inviato da il 18/5/2007 alle 18:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
5 marzo 2007

Coscienza,
insensibile io, tu.
Non la vedo,
non ti sento.
Percepisco.
Parli sussurri tu
e gridi dolore.
T'odo.
E io
che urlo la vita,
esile suono,
nessuno m'ascolta.




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DIARI
3 febbraio 2007
Nairobi

Tutto qui
puzza
di morte.
Ma
ho colto
un sorriso
che
sospira
la pace.

Ringrazio Luca R. N. che grazie ai racconti sul suo viaggio al World Social Forum 
di Nairobi mi ha ispirato questa poesia, qualunque valore essa abbia.




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29 gennaio 2007
In incerti e lenti passi mi meno

 In incerti e lenti passi mi meno
solitario e pensoso per una via
che non so se, retta o ria,
mi porti a un giorno sereno.
Di mille pensieri sono pieno;
e noia e tristezza e malinconia
mi conducono lontano, via
in una piaggia ov’io mi areno.
E non so che pensare:
di tante certezze son vago,
ragiono ma non mi decido.
Partire, andare, errare…
Pulchra non est mea imago;
infine resto sul deserto lido.







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letteratura
2 gennaio 2007
Antonio Esposito

Maru stornello

Straccu e malatu gioane core
si deentatu, e ormai de mutu
cu 'stu rande pisu d'amore
spattutu an terra t'a ardutu.
Viti sule, terra e mare
nanti a tie tanti culuri,
ma (mara a tie!) su' cose mare
percé senza ddra luce nun ci duri.
Allora la niura Notte cu bbene
addù mie, beddhra amica mia,
cussì sempre sou iddra me tene,
e tuttu te mie iou le tia.


Dedico questa poesia in dialetto salentino
al mio paese Squinzano e al suo illustre poeta Francesco Morelli.




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letteratura
30 dicembre 2006
Antonio Esposito

Null'altro oramai
- ah, umana tragedia! -
di straziate e martoriate,
sporcate del rosso unto
dal lacrimoso celeste
carni pallide
mi affoga gli occhi
quest’atomo del cosmo.
Cupo s’è fatto il cielo
e non celestiale luce,
lo squarcia un lampo.
Stretto in te stringi
il dono divino,
giardiniere del mondo.




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CULTURA
29 dicembre 2006
ELOGIO DEL VINO



(Gaio Valerio Catullo)
 
Ragazzo, se versi un vino vecchio
 riempine i calici del più amaro,
come vuole Postumia, la nostra regina
ubriaca più d'un acido ubriaco,
e l'acqua se ne vada dove le pare
a rovinare il vino, lontano,
fra gli astemi:questo è vino puro


(William Butler Yeats)

Canzone al vino 

 Il vino raggiunge la bocca
E l'amore raggiunge gli occhi,
Questa è la sola verità che ci è dato conoscere
Prima di invecchiare e morire.
Sollievo il bicchiere alle labbra,
Ti guardo e sospiro




(davide valenti)

 D'ascetico vino

 Sorgi all'intimo amore supplicante
mistico incenso nel petto rubino
astro segreto, sposa di levante
balsamo eterno d'ascetico vino.

(antonia scaligine)

Il vino
nasce
amaro
ma

allegro
 poi matura,
non fa morire
se a sorsi lenti
 vien poi

bevuto
 al massimo
potrà farti
piangere
ridendo
 e
forse
 può mandar via
il grugno dal tuo viso


(Alceo)

frammento 335

Non bisogna abbandonare l'animo ai mali,
non traiamo infatti nessun giovamento tormentandoci,
o Bucchi: far portare il vino
e inebbriarsi è il solo rimedio.






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letteratura
24 dicembre 2006
Antonio Esposito


 Hear the steps of the night
so noiseless, invisebles, felines
advancing under the moonlight
and scanning you with black eyes.

The autumn of this life
is wrapping you up,
mankind is at strife,
it took a bitter cup!

But now stand up and rejoice,
bless and praise the Most High,
listen happily to God's voice,
the Kingdom of Heaven is nigh!

The womb of Mary was fecundated,
as the prophet Isaiah had said,
the Son of God will be crucified,
the shame of sins will be paid!

But now stand up and rejoice,
follow the trail of that star,
listen happily to God's voice,
worship Messiah in the manger!







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letteratura
22 dicembre 2006
Antonio Esposito



 ***
Poni lo sguardo lontano
tra la terra e il cielo:
confusamente sfumature fredde
legano i mortali al paradiso,
le ombre non hanno forma
e le dee celesti allo zenit
non sono che timide scintille
nello specchio di uno spento Acheronte.
E in quel lungo rimirare
quasi sembra staccarsi in volo l’anima,
come odissea verso il varco dell’orizzonte,
e tira e tende laddove limite umano
non c’è all’ali dell’inconscio.




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