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Innoxius
25 agosto 2008
Rimpiangendo l'Ulivo

Riflessione speculare al post nostalgico su Visco. Ma più che nostalgico in sè, è un'estrema domanda di politica, l'ultima richiesta di una chiara alternativa alla destra. Ci siamo dovuti tanto vergognare in questi mesi noi altri che guardavamo con favore alla coalizione di centrosinistra e, chissà, anche al partito unico del centrosinistra, rei di aver portato qualcuno o qualcosa alla rovina. E' vero ed è giusto, se per due volte una certa esperienza fallisce, chiedersi il perché del fallimento e sottolinearne gli errori; ma di critiche all'esperienza governativa di Prodi and company ce ne sono state a sufficienza, anche troppe, anche ingenerose. Al di là degli errori, brutta per come potesse essere, il polo di centrosinistra portava in dote comunque un'idea alternativa; e io mi tengo quella piuttosto che questo nuovo modello mai declinato in concreto. Su tante cose, su tanti temi, dobbiamo fare un confronto tra quello che c'era prima e quello che non c'è adesso. E forse un po' di sana coscienza dei fatti non verrà solo agli affezionati ulivisti.

Il paradigma esemplare è il confronto tra passato e futuro. Tempo fa, quando il Pd ancora non c'era, chi guardava all'Ulivo come partito, indicava di guardare al futuro: era un futuro in prospettiva di qualcosa, di un orizzonte; non soltanto in prospettiva di un nuovo partito, ma di qualcosa di diverso che potesse cambiare non già la forma ma la politica del centrosinistra. Chi invece frenava su quel sentiero, indicava l'appartenenza a vecchie identità che avevano fatto la storia e che appunto per questo non potevano più essere recuperate.

Oggi invece le parti si sono apparentemente rovesciate: è uno come Fioroni che invita a guardare al futuro. Ma c'è parecchia gente che ancora non riesce a capire di che cosa sia fatto questo futuro, di quale novità sia portatore. Non è una domanda illegittima, e se qualcuno ha capito me lo spieghi. E poi sentir parlare di futuro da Fioroni, beh... basta guardarsi la frase sul congresso. Lui dice che Parisi «sbaglia se pensa che ci sarà un congresso con folle plaudenti da una parte e pochi big che decideranno nel chiuso di una stanza». A prima botta potrei credergli, ma poi guardo ad altri congressi (sì, sempre quelli...) e dico: Fioroni, lascia perdere, tu non sei proprio credibile.

Prodi dice che l'Ulivo tornerà. Al momento è un sogno ottimista. Ma come faccio io a credere a questo se poi la classe dirigente rimane la stessa? Massì, disilludiamoci: sapendo che il Pd non è l'Ulivo, andiamo avanti vivendo alla giornata. Se poi rimane uno straccio di energia, lotteremo ancora una volta perché quel ramoscello striminzito sotto il PD tricolore sia un punto di partenza e non di arrivo.




permalink | inviato da Innoxius il 25/8/2008 alle 11:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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